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NSLU2 e DREAMBOX "HOW TO"
rev. 0.2


Questa guida nasce dall’esigenza di espandere le poche risorse di sistema del Dreambox 500 che, come già si sarà accorto chi lo possiede, non avendo la porta usb e la possibilità di montare un hard disk interno come i fratelli maggiori 7000 e 7020 non permette l’installazione di immagini in multiboot e la registrazione dei propri programmi preferiti. A questo si può ovviare facendo vedere al dream l’hard disk del nostro PC attraverso il sistema CIFS (Common Internet File Sharing per sistemi Windows) o NFS (network file sharing per sistemi Linux). Questo comporta che il PC debba rimanere costantemente acceso per essere a disposizione del dream. I due metodi sopra citati sono stati ampiamente trattati con doc tipo "CIFS How To" di Maxgen oppure "How To NFS_Flashwizard" di Dingo & Spartan, quindi non mi soffermerò a descriverli. Voglio però ricordare che con CIFS non è possibile installare immagini in multiboot.

Un modo alternativo è quello di collegare alla nostra scatoletta dei sogni un "NETWORK STORAGE LINK USB 2" NSLU2 Linksys.



Questo apparecchietto permette il collegamento alla nostra rete di due hard disk USB oppure una pendrive USB e un hard disk. Personalmente vi ho collegati una pendrive di 512Mb Lexar e un Maxtor da 250 Gb racchiuso in un enclosure Avio (made in china), che vengono riconosciuti tranquillamente. L’indirizzo di default per accedere al web menu del NSLU2 è 192.168.1.77. Digitandolo nel browser si accede alle pagine nelle quali è possibile variarne i settaggi. E’ importante ricordare l’indirizzo IP perché, anche se viene cambiato, nell’installazione del nuovo firmware rimane l’ultimo impostato. In origine NSLU2 viene fornito del firmware originale, tramite il quale viene visto dalla rete come un server NT4.0.


Collegamento al Dreambox con NFS
Cercando nel web, ho trovato dei firmware alternativi all’originale che trasformano NSLU2 in un mini server Linux. Trovate tutte le informazioni a riguardo all'indirizzo www.nslu2-linux.org/wiki/Unslung/HomePage

Il firmware che andremo ad installare è l’UNSLUNG, basato su LINUX, che, come descritto sul sito ufficiale, permette di dotare di ulteriori funzioni l’NSLU2. E qui occorre fare una precisazione. Potete scegliere di mettere il firmware nella memoria interna con le applicazioni che vi servono, ma in questo modo sarete limitati nell’inserire i pacchetti, in quanto il solo firmware occupa circa 80% dello spazio disponibile, oppure potete decidere di spostare il firmware su una pendrive usb (almeno 256 MB) in modo da avere più spazio a disposizione.

Descriveremo questa seconda ipotesi. Scaricate il firmware dall'indirizzo www.unslung.org, la versione ultima in questo momento è la 5.5.

Senza nessun disco collegato, tramite il web menu del NSLU2 raggiungiamo la pagina che ci permette di fare l’aggiornameto, tramite il percorso: administration / setup / advanced / upgrade / enter upgrade mode (user e pwd di default sono admin e admin), scegliamo il file del firmware (Unslung-5.5-beta.bin).




Inizia così la procedura di flashaggio con il led ready/status che da verde diventa rosso lampeggiante; il tutto per circa 5 – 10 minuti. Al termine. Il led ritorna verde (lampeggiante fino a quando non avviene il riconoscimento all’interno della rete) e l’NSLU2 è pronto per l’uso. Entrando nel menu tramite il solito indirizzo IP (di default 192.168.1.77) notiamo nella home page la versione del firmware in alto a destra V2.3R29-uNSLUng-5.5-beta che ci conferma dell’avvenuto cambiamento. Ora il firmware è in memoria, ma se vogliamo spazio a disposizione per installare i vari pacchetti disponibili , occorre procedere all’unsling e cioè al passaggio del firmware su un disco esterno o penna usb.

Senza nessun disco collegato, sul browser digitare l'indirizzo:

http://192.168.1.77/Management/telnet.cgi

e premere il pulsante "ENABLE TELNET". In questo modo potremo accedere al NSLU2 tramite il programma telnet già presente in windows XP.




A questo punto, premendo "start" in windows e successivamente "esegui", scriviamo:

telnet 192.168.1.77

(questo e' l'indirizzo standard se non lo hai cambiato). Ci ritroveremo davanti una finestra con la richiesta di username (root) e password (uNSLUng). Attenzione a rispettare le maiuscole e minuscole. Se tutto è andato bene ci ritroveremo nella BusyBox, con il prompt dei comandi che attende nostre direttive.




Solo ora è possibile collegare il o i dischi e, tramite il web-menu del NSLU2 (administration/advanced/disk), formattarli. Questa operazione e’ importante in quanto il file system diventerà del tipo "ext3" e verranno create le cartelle "ADMIN" e "DISK", dimodochè l’accesso sia regolato asseconda che si acceda come amministratore o come utente guest.



Completata l’operazione, si può procedere all’unsling con il comando:

/sbin/unsling disk1

I file verranno copiati sul disco o pendrive 1 e al successivo riavvio, il sistema operativo verrà caricato da disco. Per verificare se è realmente così, dopo un reboot (non dimenticate di riabilitare telnet) possiamo usare il comando "df".




Se tutto è filato liscio, dovremo trovarci nella condizione che "rootfs" abbia un’occupazione di spazio con percentuali basse, mentre /dev/sda1 (nel mio caso la pendrive) con percentuali di occupazione spazio alte. Fatto questo, è possibile scaricare ed installare dalla rete gli applicativi per UNSLUNG, di cui l’elenco completo e’ disponibile a questo indirizzo oppure digitando in telnet il comando:

ipkg-cl list

Per fare questo però occorre configurare NSLU2 dal web browser in modo che acceda direttamente ad internet. Tramite il percorso "administration / lan" andremo ad inserire il dns primario del nostro fornitore del servizio adsl (nel mio caso alice che corrisponde 212.216.112.112).




I pacchetti che ci servono per lo scopo sono "vsftpd" e "nfs-utils". Il primo per collegarci a NSLU2 tramite un programma FTP e quindi avere una più semplice gestione dei file; il secondo, per farlo fungere da server NFS. Sempre in telnet, al prompt dei comandi della busybox digitiamo:

ipkg-cl update

che aggiornerà l’elenco di applicazioni scaricabili. Poi digitiamo:

ipkg-cl install vsftpd

Per la configurazione di quest’ultimo, si può dare uno sguardo a questo indirizzo. Successivamente, con il comando:

ipkg-cl install nfs-utils

andremo ad aggiungere l’applicazione che ci permetterà di far riconoscere i dischi esterni al nostro dream. Terminata questa operazione, troveremo nel percorso /opt/etc/ il file "exports", che va editato asseconda degli indirizzi IP che abbiamo assegnato ai nostri dreambox.




La riga "/share/flash/data" 192.168.1.198/255.0.0.0 (rw,sync,no_root_squash) corrisponde all’indirizzo del mio dreambox, voi andrete ad inserire il vostro indirizzo IP corrispondente. In questo modo diciamo al server NFS chi può accedere ai dischi.

"/share/flash/data" = disco collegato alla porta USB n°2
"/share/hdd/data" = disco collegato alla porta USB n°1
In pratica la pendrive l’ho collegata alla porta n° 1 mentre l’hard disk alla porta n° 2.


Ok, ora occorre fare un reboot e passare alla configurazione del dreambox; attraverso il menu di configurazione rete, scegliamo l’opzione "mount" e andiamo a riempire i campi quali indirizzo di rete del server NFS (di default 192.168.1.77), l’opzione NFS, il percorso di condivisione (nel nostro caso "/share/flash/data" corrispondente all’hard disk usb), la directory locale (sul dream) che sarà "/hdd", i permessi di sola lettura o lettura/scrittura (nel nostro caso rw). Selezionando "automount" all’accensione avremo disponibile il disco esterno.



Premendo "salva" avremo il messaggio a video della riuscita del mount.

Manca ancora un passaggio; occorre creare all’interno delle directory "Disk1" o "Disk2" (dipende asseconda di quale abbiamo deciso di utilizzare) accessibili tramite le risorse di rete di windows, un directory "movie" all’interno della quale il dream andrà a registrare i nostri programmi preferiti.

Bene, a questo punto abbiamo a disposizione il nostro disco esterno, raggiungibile dalla modalità file del dreambox 500, dal quale potremo leggere i nostri file multimediali. Per la registrazione, a causa del mini telecomando a cui mancano i tasti dedicati, saremo costretti ad utilizzare il timer del dream, impostando come modo “record DVR”. Se invece abbiamo la fortuna di avere anche un 7000 o 7020, potremmo utilizzarne il telecomando.

Per quanto concerne le immagini in multiboot, ci viene in aiuto il meraviglioso programma di MUSICBOB arrivato alla versione 6 e cioè Flashwizard. Configurati i dati per l’indirizzo IP nonché username e password, spostandosi nel menu "installa o rimuovi firmware in multiboot" viene inserito nel dream il bootmenu. Occorre poi inserire in "PC exports" il percorso del disco su cui verranno installate le ulteriori immagini (nel nostro caso /share/flash/data) e in PC IP l’indirizzo del server NFS (nel nostro caso dell’ NSLU2 che di default è 192.168.1.77). Alla richiesta di dove installare l’immagine, chiaramente indicheremo "NFS".



Una volta caricata, facciamo ripartire il dream. Ci ritroveremo con una cartella var con molto spazio (tutto lo spazio libero del disco dove avete installato l’immagine) con la possibilità di inserire addons a iosa.


Collegamento al Dreambox con CIFS
Con questo sistema non è possibile installare immagini in multiboot, in quanto il boot manager di flashwizard non riconosce CIFS. Tuttavia è applicabile senza le peripezie di cambio firmware che ho illustrato sopra. La parte di installazione e settaggio dei dischi è simile a quanto esposto per nfs, in quanto e’ necessario farli formattare dall’interfaccia web di NSLU2. Successivamente, attraverso il percorso administration / advanced / setup / users, creiamo un nuovo utente, (io l’ho chiamato "dream") a cui assegnamo password (dream). E’ importante utilizzare nomi e password non maggiori di otto lettere. Spuntiamo la casella "Create private folder" e decidiamo quale disco andremo ad utilizzare.



Salviamo il nuovo utente (apparirà una cartella "dream" che sarà accessibile dall'utente "dream", all’interno della quale creeremo la cartella "movie") e passiamo alla configurazione del Dreambox. Attraverso la configurazione di rete, scegliamo "mount" e completiamo con i dati che ci vengono richiesti, e cioè indirizzo IP (di default 192.168.1.77), directory (nel mio caso "dream" in quanto è stata creata una cartella privata per l’utente dream), local directory (/mnt/hdd), opzioni (rw) , username e password (rispettivamente "dream" e "dream"). Salviamo la configurazione col tasto giallo e montiamo il disco col tasto verde.




Considerazioni finali
Un unità di storage (nel caso del dreambox 500, esterna) ci da la possibilità di accedere ai file memorizzati quali mp3, file video ecc, direttamente dal decoder, nonché il fatto di poter registrare i programmi preferiti. Discorso a parte va fatto per i divx, che per essere letti dal dream, devono essere convertiti in vob (ottimo programma per lo scopo è Winavi 7.1, che converte anche l’audio in formato stereo e quindi leggibile dal dream, oppure DVD santa, buono pure lui ma produce file più grandi) oppure occorre utilizzare VLC.


Autore: beasty